
TRENTO. L'installazione da 160.000 euro che copre il monumento di Dante in piazza Dante è crollata questa sera rendendo pericolanti i ponteggi che la sostenevano. Pare che all'origine del crollo ci sia un atto vandalico.
Il progetto, con 50.000 euro a carico della Fondazone galleria civica-Centro di ricerca sulla contemporaneità di Trento per il progetto dell'artista trevigiana Lara Favaretto, è uno dei tasselli previsti dalla mostra inaugurale della Fondazione ed è intitolato Momentary Monument, titolo anche del lavoro dell'artista attualmente in mostra alla Biennale di Venezia. Il budget è il 7% di quello totale, a cui risultano aggiungersi circa 110.000 euro di raccolte fondi di privati e sponsor vari.
Il progetto che coinvolge il monumento a Dante Alighieri, secondo quanto aveva spiegato la Fondazione galleria civica, consiste in un unicum architettonico, che non ha precedenti: ovvero la costruzione di un muro auto-portante di sacchi in juta riempiti di sabbia. La realizzazione del progetto è stata sottoposta a una preventiva valutazione di sicurezza statica che prevede che il progetto possa raggiungere un'altezza massima di 8 metri. L'altezza finale peraltro potrebbe essere anche inferiore, in quanto la realizzazione del progetto - unicum appunto mai realizzato prima - richiede una verifica costante dei suoi elementi statici che determineranno anche l'altezza finale del muro e i dettagli estetici della sua struttura. Il progetto del resto - come sempre nelle opere di Lara Favaretto - "prevede e accoglie fin dall'origine questa casualità quale risultato dell' incontro fra utopia (il progetto) e realtà (la sua possibilità di trovare collocazione nella realta' di ogni giorno)".
I vigili del fuoco di Trento sono sul posto, con personale del Comune, per rimediare al crollo e mettere in sicurezza impalcatura e sacchi. Il monumento, ottocentesco, non risulta avere subito danni.
L'opera aveva sollevato un mare di polemiche. E subito dopo il crollo, la Lega Nord ha subito diffuso un comunicato in cui si chiede la chiusura della Galleria Civica. "Il tentativo di insacchettamento artistico con qualche decina di migliaia di sacchetti di juta ricolmi di sabbia del monumento di Dante in piazza Dante a Trento è miseramente fallito, collassato sotto l'ignominia di una spesa inutile ed assurda da parte della Fondazione galleria civica di Trento, sulla cui attendibilità artistica e capacità di organizzare eventi condivisi dal pubblico è ormai lecito avere più di un dubbio. Soprattutto, il collassamento del muro di sacchi di sabbia è la dimostrazione di come 160.000 euro siano stati palesemente mal spesi e non importa che 100.000 provengano da sponsor privati.
Come Lega Nord Trentino crediamo che quanto accaduto in piazza Dante questo pomeriggio sia la dimostrazione palese di come la Fondazione galleria civica di Trento sia ormai un'inutile orpello culturale, una struttura dilapida-soldi pubblici che meriterebbe la chiusura immediata senza alcun ulteriore ripensamento. Di un'arte siffatta, la cittadinanza francamente non sa cosa farsene, soprattutto in un momento come l'attuale.
In più, c'è il fatto della palese sottovalutazione della sicurezza: cosa sarebbe successo se il crollo di questo pomeriggio fosse avvenuto solo sabato scorso, quando attorno alla base della torre di sacchetti si svolgeva l'affollato mercatino contadino del sabato? Qualcuno non sapeva che erigere un muro alto otto metri con una base così instabile e, soprattutto, così ristretta era una palese sfida alla fisica ed un attentato al buonsenso e alla pubblica sicurezza? Ci aspettiamo che il sindaco faccia cadere subito qualche testa, ad iniziare dal responsabile della sicurezza del cantiere, del progettista dell'opera e del responsabile della Fondazione galleria civica di Trento, oltre che auspicare una rapida e severa indagine da parte degli organi competenti per accertare le eventuali responsabilità penali, amministrative e contabili. Soprattutto, speriamo che la presunta opera d'arte venga definitivamente cancellata", conclude la Lega nella sua nota.




Il monumento a Dante coperto da mille sacchiTRENTO. Tutti sanno che il monumento a Dante è il simbolo della lotta irredentista e quel braccio teso del poeta verso nord è un monito verso chi voleva soffocare l'identità italiana del Trentino. E' noto anche quante polemiche ne accompagnarono la costruzione. Certo è che il monumento tornerà a far discutere di sè. Del resto questo è lo scopo dell'installazione di Lara Favaretto, invitata dalla Fondazione Galleria civica a far riflettere sul valore del monumento.
Come? Lo ha spiegato ieri il neodirettore della Fondazione, Andrea Viliani, subentrato a Fabio Cavallucci da quando la Galleria ha cambiato la natura giuridica, diventando Fondazione al 60% pubblica e al 40 privata. Il monumento è circondato da impalcature tipiche da restauro, ma ora sappiamo che lo scopo è un altro. L'artista Lara Favaretto, 36 anni, di Treviso, sta costruendo intorno al monumento una barriera composta da sacchi di sabbia, di quelli utilizzati dalla protezione civile in caso di rischio alluvione. In pratica sta occultando il monumento, che al momento dell'apertura della mostra, sarà completamente circondato da una barriera di sacchetti alta 8 metri. Quanti sacchetti saranno utilizzati alla fine, nemmeno il direttore Viliani è in grado di dire, certo saranno migliaia, perché poggeranno sull'impalcatura in quattro file.
Il significato? Spiega Andrea Viliani: «Il progetto di Lara Favaretto "Momentary Monument", fa parte dello stesso attualmente in Biennale a Venzia. "Monumento momentaneo" significa costruire temporaneamente un monumento del monumento, una copertura che è quasi a protezione di questo simbolo della comunità trentina. L'artista ha svolto ricerche alla Fondazione del Museo storico trentino, individuando in esso un simbolo della memoria collettiva, un segno dell'identità trentina. Tuttora il monumento si trova in posizione strategica, tra la stazione e il palazzo della Regione, ma a gente è troppo distratta per accorgersene. Ecco, l'artista vuole attribuire nuovo significato a questo simbolo, non dare per scontata la riflessione sul nostro passato e futuro». Insomma, nasconderlo, per apprezzarlo meglio.