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Morta a 38 anni dopo intervento: indagati 17 tra medici e infermieri
view post Posted on 15/7/2009, 15:02Quote
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Il dramma un anno fa a Bussolengo. L’accusa è omicidio colposo. Nuove indagini dopo la richiesta di archiviazione

BUSSOLENGO (VERONA) - Sarebbe stata la paziente ricoverata nel letto a fianco a lei ad accorgersi che la donna con cui condivideva la stanza all’interno dell’ospedale di Bussolengo non respirava più. Non erano passati neppure quattro giorni dall’intervento chirurgico a cui era stata sottoposta per un fibroma all’utero quando Maria Roberta Tomelleri, trentotto anni, residente a Sona, cessò improvvisamente - e, soprattutto, prematuramente - di regalare il proprio sorriso al marito, Danilo Zanoni, e alla loro bimba di due anni.

Era il 27 maggio 2008 e l’intera vicenda, dopo la denuncia presentata dai familiari (rappresentati dall’avvocata Antonella Musuraca), è entrata ieri a palazzo di giustizia nella sua fase cruciale. Davanti al giudice Monica Sarti, infatti, risultava in programma l’udienza che avrebbe dovuto culminare nell’accoglimento o meno dell’istanza d’archiviazione con cui il pubblico ministero titolare del fascicolo penale, il sostituto Francesco Rombaldoni, aveva chiuso la fase delle indagini preliminari. Una richiesta, quella avanzata dalla procura, a cui si erano opposti i congiunti della vittima, sollecitando invece l’effettuazione di ulteriori accertamenti per far luce su eventuali omissioni o errori da parte del personale medico e infermieristico che si era occupato della signora Tomelleri da quando era entrata in ospedale al momento in cui, purtroppo, vi aveva trovato la morte anzitempo.

Il giudice Sarti, alla fine, ha assegnato ieri un primo punto alla parte offesa, rigettando l’istanza d’archiviazione da parte dell’accusa e ordinando, al contrario, l’effettuazione di ulteriori indagini nei confronti di diciassette persone in servizio in quei giorni alla struttura sanitaria di Bussolengo. Si tratta di medici, anestesisti e infermieri: per tutti, che restano quindi indagati a tutti gli effetti, l’ipotesi di reato al vaglio è quella di omicidio colposo. Tre mesi, il limite temporale posto dal giudice per il surplus di indagini, convinto a rigettare l’archiviazione sulla base soprattutto delle conclusioni tratte dal consulente di parte. In base alla denuncia della parte offesa, nel maggio dell’anno scorso Maria Roberta Tomelleri sarebbe stata ricoverata dopo che le era stato riscontrato un fibroma all’utero. Elettrocardiogramma e holter avrebbero portato alla luce una sorta di anomalia al battito cardiaco, ma la donna sarebbe stata egualmente sottoposta all’operazione.

Un intervento in due atti: dopo essere uscita la prima volta da sotto i ferri, infatti, la signora avrebbe accusato alcune perdite, consigliando l’effettuazione di un’ulteriore operazione. Il sanguinamento non si sarebbe arrestato e, siccome all’epoca non sarebbe risultato ancora disponibile nell’ospedale il reparto di rianimazione, la donna sarebbe stata condotta in divisione chirurgica. E quello, purtroppo, sarebbe stato il suo ultimo letto.

 
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